LA NOSTRA VALPOLICELLA
Squarci di pietra che si aprono all’improvviso in mezzo al verde, pievi antiche e semplici chiesette rurali, case in sassi ed eleganti ville venete, spettacolari cascate e nascoste grotte preistoriche. E ovunque vigneti, ulivi, ciliegi che colorano colline e fondovalli, seguendo il disegno tracciato da muretti a secco e terrazzamenti.
É la nostra Valpolicella: quella Grande che si estende verso l'Est Veronese Montorio, S.Martino Buon Albergo, Mezzane, Cazzano di Tramigna) e la Valpolicella Classica delle tenute di Prun (Negrar) e Cengia (S.Pietro in Cariano). Sulle colline di tutte queste valli coltiviamo le uve autoctone più famose del Veronese - Corvina, Corvinone, Rondinella - insieme a poche altre varietà minori.
Non é un caso se in passato questi luoghi erano noti come “il giardino
di Verona”: la bellezza serena
del paesaggio, l’eleganza delle dimore nobiliari, la varietà e ricchezza delle coltivazioni di questa terra l’hanno resa fin dai tempi più lontani un luogo dove era bello vivere e lavorare.
Ancora oggi, tutta la Valpolicella nel suo insieme si compone di un insieme di valli che concorrono a formare un paesaggio variamente ondulato, che allo sguardo si presenta sempre diverso, offrendo al visitatore le chiavi di lettura e di esplorazione più varie: è un territorio che può essere percorso a piedi, in bicicletta, a cavallo. Il clima quasi mediterraneo favorito dalla vicinanza al Lago di Garda di cui gode questa terra non solo ha favorito la presenza dell’uomo già in epoca preistorica, ma anche il suo evolversi.
Oggi perciò visitare queste valli con occhi curiosi significa riuscire a cogliere le tracce di una Storia che corre parallela ai grandi avvenimenti che tutti conosciamo: la storia dell’avvicendamento di popoli (dai primi abitanti di origine etrusca, gli Arusnati, ai Romani), della signoria Scaligera e del governo della Serenissima Repubblica di Venezia. Fino alla fusione delle vicende locali con quelle di Verona e quindi del resto d’Italia. Di questi momenti è facile trovare indizi sulle facciate scolpite di chiese e ville, su balconi e torri colombaie, nell'architettura delle corti rurali. Sono incisioni, affreschi, bassorilievi, statue e monumenti, capitelli e lapidi, ma sono anche apparentemente anonimi manufatti nei quali ci si può imbattere per caso, come in una infinita caccia al tesoro. Scopri così, per esempio, che quella grande pietra tondeggiante con un buco in mezzo che hai scambiato per un rudimentale sgabello, in realtà è il contrappeso di un torchio da uva di epoca romana... una testimonianza che qui, in Valpolicella, la vite ha sempre condiviso il cammino dell'uomo.
Anche questa è una storia che si ripete: come in passato le popolazioni cercavano per le loro uve i terreni
più vocati e le esposizioni migliori,
selezionando le varietà più adatte
ai loro scopi agricoli e alimentari,
così oggi fanno i produttori, unendo antica esperienza contadina
a conoscenze e tecnologie
contemporanee.

Anche la nostra Valpolicella, così come la pensiamo e la viviamo, è fatta di antico e di moderno: di una passione per la terra che ci trasmettiamo da generazioni, di un impegno che è quotidiano e di sfide sempre nuove che ci proiettano nel futuro. È un'avventura che ci appassiona, e dalla quale è facile rimanere affascinati.

Basta venire in Valpolicella. Anche per una volta sola.